Questo blog nasce dalla volontà di condividere il percorso artistico del soprano SCILLA CRISTIANO. È uno spazio di approfondimento sulle opere liriche, i concerti e gli eventi futuri e passati che la vedono protagonista. Troverete foto, video, approfondimenti e retroscena per conoscere la sua arte e la sua passione per la musica. Il blog è un punto di riferimento per chi desidera scoprire il talento di una grande artista, SCILLA CRISTIANO 𝘄𝘄𝘄.𝘀𝗰𝗶𝗹𝗹𝗮𝗰𝗿𝗶𝘀𝘁𝗶𝗮𝗻𝗼.𝗰𝗼𝗺
13 ottobre 2018 ore 18 TEATRO COMUNALE A. MASINI - Faenza (RA) -
Scilla Cristiano – Soprano Francesco Toso - Baritono Alessandro Tampieri – Attore e Regia Ensemble Mosaici Sonori Matteo Salerno - Flauto Luigi Lidonnici - Oboe Giampiero Montalti -Violino Elisa Nanni -Viola Piergiorgio Anzelmo –Violoncello A SCENA APERTA 2018 Nell'ambito di: ENERGIE DIFFUSE - Emilia-Romagna un patrimonio di culture e umanità
Gioacchino Rossini era notoriamente un grande gourmet. La sua abilità come gastronomo primeggiava col suo talento musicale. Per lui il cibo era ragione di vita quanto la musica. Amava conversare di cucina che diventava a sua volta una metafora di arte e di vita. Soprattutto, attorno al cibo, amava creare eventi. Famosi erano gli appuntamenti del sabato che Rossini, in cui il maestro apriva le porte della villa parigina per condividere con i suoi commensali i piaceri della tavola e della musica, vero tripudio per le orecchie e il palato.
Nel 150 anniversario dalla morte del compositore, Assaggi Rossiniani è dunque un modo per riportare ai nostri giorni l’atmosfera di quelle serate, evocando la complicità e il coinvolgimento che Rossini sapeva instaurare con i suoi ospiti. Quasi a ricreare la cucina del maestro sul palcoscenico, gli spettatori verranno guidati in un divertissement per diapason e forchette. Una girandola di parole, musica e azioni sceniche, che si snoda attraverso un unico filo conduttore: la passione tra il compositore e la buona tavola.
Un progetto di Alessandro Tampieri in collaborazione con la Cooperativa Mosaici Sonori. In scena il soprano Scilla Cristiano, il baritono Francesco Toso, l'attore e regista Alessandro Tampieri e i musicisti dell’Ensemble Mosaici Sonori.
Brani tratti
dall’opera del Sommo Poeta recitati ed intercalati dall’ esecuzione di
Arie d’ Opera e Composizioni Vocali da Camera
Circolo Culturale Lirico. Bologna
*Oratorio di San Filippo Neri. Bologna
Marzo 2010
*Dicembre 2010
Soprano: SCILLA CRISTIANO Tenore: P. Bartolucci Baritono: M. Leoni Attore: A. Tampieri Pianoforte: R. NemoIa
Presenta: F. Frascari
Dante all’Opera, Il viaggio di Dante nel Melodramma La parola di Dante e il repertorio dell’opera lirica rappresentano in tutto il mondol’eccellenza della produzione italiana. Un patrimonio artistico che nelle celebrazioni per i 150 anni dell’unità d’Italia diventa ancora più attuale e prezioso. A testimonianza di comeil nostro paese dalla tradizione politica relativamente giovane, affondi le proprie radici inun tesoro storico e culturale d’immensa portata. Un omaggio a Dante Alighieri, non solo come uno dei padri della nostra lingua eletteratura, ma come un’inestinguibile fonte d’ispirazione che nei secoli ha alimentatoindistintamente tutte le forme d’arte. Da qui l’idea di un viaggio che dal cuore della poesiaarrivi ai capolavori della musica, per esplorare come il melodramma abbia attinto allepagine del sommo poeta, rielaborandone linguaggi e contenuti. La prima parte del programma ripercorre il legame tra i più celebri protagonisti dellaDivina Commedia e quelli dell’opera lirica, portando in scena personaggi che si misurano con la teatralità e la forza della parola epica. Il tragico amore fra Paolo e Francescariecheggia nel trepido ardore di Giulietta e nel vergognoso pianto dell’Edgar pucciniano, lasete di conoscenza guida insieme il viaggio di Ulisse e quello di Vasco De Gama. Ladolorosa vicenda del Conte Ugolino rivive nella morte dei figli di Macduff e nel tradimentopolitico di Rodrigo. Così come l’ultima preghiera di Desdemona si unisce alle parole cheSan Bernardo rivolge alla Vergine. La seconda parte è invece dedicata alla poesia lirica che nata con lo Stilnovo è giunta fino ai nostri giorni. Perciò lo spunto di alternare i sonetti della Vita Nova e delle Rime alle arieda camera di autori del periodo tardo-romantico quali Brogi, Tosti, Catalani, Arditi, Gastaldon, che fanno dell’amore il protagonista assoluto. Dall’emozione del primo incontro alla perdita della donna amata, ne vengono descritti i diversi momenti e stati d’animo, con un percorso per così dire a parabola. Volutamente costruito a recital, gli interpreti si passano la parola da un leggio all’altro, come se versi e musica altro non fossero che gli elementi di un’unica dichiarazione d’amore.
In alto da dx il soprano Scilla Cristiano, il tenore Paolo Bartolucci, la pianista Renata NemoIa, l’attore e regista Alessandro Tampieri e il baritono Maurizio Leoni.
anteprima nazionale, nelle celebrazioni per i 250 anni del Teatro 1763
”Teatro 1763" Villa Aldrovandi Mazzacorati BOLOGNA
settembre 2013
soprano: SCILLA CRISTIANO tenore: V. Reutov Attore: A. Tampieri Pianoforte: M° R. NemoIa
regia A. Tampieri
introduce Prof. Piero Mioli ospite d'onore il soprano Wilma Vernocchi
Drammaturgia musicale di e con Alessandro Tampieri e la partecipazione di Scilla Cristiano (soprano), Vladimir Reutov (tenore), Renata NemoIa (pianoforte). Regia di Alessandro Tampieri. Rassegna "I maestri dell’Opera". Domenica 29 settembre 2013,”Teatro 1763” di Villa Aldrovandi Mazzacorati, Bologna – Nel quadro delle celebrazioni per i 250 anni del Teatro. A cura dell’Associazione Cultura e Arte del ‘700.
“Non ho un amico/mi sento solo,/anche la musica/triste mi fa./Quando la morte/verrà a trovarmi/sarò felice/di riposarmi./Oh com’è dura/la vita mia!/Eppur a molti/sembro felice./Ma i miei successi?/Passano...e resta/ben poca cosa./Son cose effimere:/la vita corre/va verso il baratro./Chi vive giovane/si gode il mondo,/ma chi s’accorge/di tutto questo?/Passa veloce/la giovinezza/e l’occhio scruta/l’eternità”.
( versi di Giacomo Puccini, 3 marzo 1923, ritrovati dopo la sua morte; cit. in Rodoni)
La giovinezza non ha che una stagione, quella della sua stessa esistenza, che trascolora e-irrimediabilmente passata-vive nel ricordo struggente. Così sembra dire Puccini ed è un diffuso pensiero culturale ma pure e fors’anche più interiore, nel crepuscolo di un ottimistico e fiducioso XIX secolo e nel passaggio ad altro, che si rivelerà essere ben presto la fine di molte illusioni di progresso e felicità.
Ma l’arte può riscattare e tende per sua stessa natura verso l’infinito, recupera, risana e addirittura giustifica il dolore. Ecco allora che l’inquietudine di una vita è addolcita nel fare poetico. Per tutta la sua esistenza, il musicista lucchese segnò i propri giorni terreni con una magnifica oscillazione di sentimenti, chiaroscuri più tendenti-al vero-per quelle brume lacustri che tanto lo attiravano, in una terra-quella toscana-che, a ben guardarla, allora come oggi, è davvero tutta “pucciniana”: sinuosità collinari, tramonti fiammeggianti, silenzi rotti da rumori naturali. E basterà osservare queste linee e colori di un paesaggio tanto particolare, per udire-inevitabile-la melanconica e femminea melodia del Nostro.
Artista di prima grandezza saldamente considerato ormai come l’ultimo celebrato ed amato operista di una secolare tradizione nel genere, è oggi egli molto vicino alla nostra sensibilità e gusto, anche da un punto di vista strettamente musicale, se ci si sofferma a considerare l’accuratezza compositiva dei suoi melodrammi.
Non minore è l’interesse, l’importanza e fattore caratteristico, la di lui inclinazione costante all’esclusività per il “teatro”, quale crogiuolo di sentimenti, sulle tavole e nella polvere della scena, oltre al sipario che s’alza e poi cala, fragile barriera tra la realtà del pubblico ed il sogno dell’attore.
E poi l’uomo: con le sue paure, i suoi desideri, le sue incertezze, i vizi e i vezzi, come ogni mortale.
In questi materiali di vita ed arte, che caratterizzano la figura di Giacomo Puccini, su questi e con essi, si dipana per meno di un’ora la lieve drammaturgia musicale che Alessandro Tampieri ha costruito, minuziosamente attingendo alla biografia del musicista con occhio attento alla critica esistente su di lui.
Ne esce una serie di brevi ma intensi quadretti cameristici, ove non il “vero” Puccini ma una sorta di alter-ego narrante, rileva i momenti e i passaggi della sua esistenza, muovendosi tra luci ed ombre, suoni e melodie, silenzi, oscurità, a sfogliare vecchie fotografie in seppia.
Non a caso le musiche pucciniane scelte per l’intero arco dello spettacolo non attingono-con felice intuito-al repertorio operistico del musicista, ma alle arie-romanze da camera che sono, di fatto, rinvii alla vita tanto dell’uomo quanto dell’artista Puccini, ed anche e però alla produzione maggiore, quella, si intende, delle grandi creazioni liriche.
Un breve, sintetico, ma al tempo stesso completo viaggio nell’universo del Maestro, ove non manca né la nostalgia, né il racconto divertito e costanti sono la precisione e il nitore esplicativo.
Hanno felicemente condotto l’autore, interprete principale e regista quali artefici del racconto, Renata NemoIa, per la parte pianistica affettuosamente intrecciata con puntualità nell’eloquio di scena e i cantanti Vladimir Reutov, vocalmente limpido e generoso e soprattutto Scilla Cristiano, che unisce una lucente voce ad una fine tecnica e sicura musicalità.
Presentato nel quadro delle celebrazioni per i 250 anni del “Teatro 1763” della Villa Aldrovandi Mazzacorati di Bologna, un delizioso teatro coevo al Comunale, dall’Associazione Cultura ed Arte del ‘700, lo spettacolo (nell’attesa di una circuitazione sul territorio nazionale ed oltre), si è in questa prima circostanza, avvalso di una puntuale introduzione di Piero Mioli, musicologo e docente al Conservatorio “Martini” di Bologna, ed ha contato pure sulla presenza del soprano Wilma Vernocchi, conosciuta interprete pucciniana, che ha ricordato momenti della sua carriera proprio come cantante di opere del musicista lucchese.
Successo pieno e cordiale.
C, 2013, Antonio Gian Paolo Garganese
Trailer Puccini ritratti da Camera:
GUARDA IL VIDEO AMATORIALE SU YOUTUBE CON ALTRI MOMENTI
Interpreti: SCILLA CRISTIANO M° Claudio Javier Pollacchini Alessandro Tampieri
Regia: A. Tampieri
Bologna, Parma, Modena, Cento (FE), Tezze sul Brenta (VI) 2010-2011-2012
Le Donne di Mozart nasce come omaggio alla vita e alle opere del celebre musicista nel 250° anniversario della sua nascita. Non un concerto antologico di brani più o meno noti intervallati da dati storici, ma un vero e proprio spettacolo, che unisce l’agilità d’allestimento propria di un recital a una drammaturgia e regia più articolate. Sul palco una cantante, un musicista e un attore che superando la specificità del loro ruolo, si prestano ad un gioco delle parti in un susseguirsi di scene e controscene. Dunque non un semplice pianista accompagnatore, ma anche un giovane Mozart alle corti d’Europa piuttosto che un vecchio servo di famiglia; non un presentatore a introdurre i brani, ma un narratore che dialoga con il pubblico per poi rompere la staticità del leggio e trasformarsi in personaggio teatrale; e ancora un soprano che non solo dà voce alle eroine mozartiane, ma che veste di volta in volta i panni delle donne più importanti nella vita del compositore. Lo spettacolo suddiviso in sei quadri ripercorre la biografia dell’artista dai primi ricordi di un’infanzia gloriosa fino al tragico e prematuro declino, alternando momenti comici a momenti più intimi, riportati spesso in prima persona dalle parole dello stesso Mozart.
Ritratti graffianti del mondo circostante, aneddoti del bambino prodigio, divertenti giochi di parole, e ancora lettere erotiche decisamente esplicite unite alle riflessioni di un animo sensibile e spirituale. Testimonianze tutte di una personalità geniale non solo nella musica ma anche nella scrittura. Ognuno dei celeberrimi personaggi delle opere liriche trova così corrispondenza negli affetti privati del musicista, forse meno noti, ma ugualmente significativi: la complicità scherzosa con la sorella Nännerl e il gioco malizioso di Despina; la preghiera di Pamina e il ricordo della madre scomparsa; la passione giovanile per la cugina Bäsle e le lusinghe amorose di Susanna; la delusione sentimentale verso il soprano Aloysia e le pene d’amore di Donna Anna; le ingerenze della suocera Madame Weber e la dispotica Regina della Notte. La trama si costruisce via via così tra pagine musicali e pagine di vita.