martedì 11 marzo 2014

" L'IMPORTANZA DI ESSERE ONESTO" - 2005

- L'importanza di essere Onesto -


Commedia musicale in 3 atti tratta da The importance of being Ernest di Oscar Wilde.  Libretto di Paola Federici Bidinelli, Musica di Nicola Giusti

 




Teatro Comunale Ventidio Basso Ascoli Piceno

Novembre 2005

Prima esecuzione mondiale

Cecilia Cardew: SCILLA CRISTIANO
John Worthing (Jack): Paride Pandolfo
Agenore Moncrieff: Wolfgang Bunten
Lady Bracknell: Annunziata Vestri
Guendolina Fairfax: Angela Risi
Miss Prism: Lucia Mastromarino
Chasuble: Vincenzo Sarinelli
Lane: Danilo Serraiocco
Merriman: Riccardo Verdecchia

Orchestra Internazionale d'Italia
Direttore d'orchestra: Nicola Giusti

Direzione artistica Claudio Pugliese

Regia: Francesco Esposito 


 Primo atto - Il primo atto si apre a Londra nell'appartamento in Half-Moon Street di un giovane aristocratico, Algernon Moncrieff, nel momento in cui si presenta alla porta il suo amico di vecchia data, Ernest Worthing. Grazie ad un portasigarette dimenticato dall'amico la sera prima, tuttavia, Algernon scopre che il vero nome di costui è Jack Worthing: egli, abitando in campagna, finge di avere uno scapestrato fratello a Londra, il cui nome è Ernest, per poter condurre una vita di piaceri. In campagna infatti egli è il tutore della giovane Miss Cecily Cardew e in quanto tale deve assumere un comportamento moralmente ineccepibile. La piccola Cecily, come da lui viene chiamata, è la nipote di Mr Thomas Cardew, padre adottivo di Jack. A sua volta, Jack scopre che anche Algernon conduce una doppia vita grazie all'invenzione di un povero amico invalido, chiamato Bunbury. Comunque sia, Jack si trova in città per proporsi a Miss Gwendolen Fairfax, cugina di Algernon. Dichiarato il suo amore alla giovane, alla quale si presenta con il nome di Ernest, questa ricambia il sentimento; è sua ferma intenzione, però, sposare solo un uomo chiamato Ernest, in quanto quel nome le "procura delle vibrazioni" e ha un suono che scalda il cuore a sentirlo. Per ottenere il consenso al fidanzamento, Jack ha successivamente un colloquio con la madre di Gwendolen, Lady Augusta Bracknell, zia di Algernon; in questa occasione si viene a sapere che Jack è un trovatello: Mr Thomas Cardew lo rinvenì in una capiente borsa di cuoio dimenticata nel guardaroba di Victoria Station, Brighton Line. A sentire ciò, Lady Bracknell è indignata e nega il permesso per il fidanzamento, a meno che Jack non si trovi dei genitori entro la fine della stagione. Gwendolen non si scoraggia e chiede pertanto a Jack l'indirizzo della sua casa di campagna; Algernon, ascoltando la conversazione, si segna l'indirizzo, intenzionato a far visita alla piccola Cecily.


Secondo atto - Nel secondo atto la scena si sposta quindi in campagna nel giardino della Manor House a Wolton, nella dimora campestre di Jack, dove vive la giovane Cecily e la sua anziana badante e insegnante, Miss Prism. Algernon si presenta alla tenuta dichiarando di essere Ernest, il fratello scapestrato di Jack, e si innamora della giovane, la quale contraccambia; anch'ella è però intenzionata a sposare soltanto un uomo di nome Ernest, ritenendo, come Gwendolen, che esso abbia qualcosa di speciale. Quando Jack arriva costringe Algernon ad andarsene ma egli, intenzionato a fidanzarsi con Cecily, torna di nascosto. Nel frattempo, entrambi chiedono a Dr Chasuble, il reverendo della vicina chiesa, di essere battezzati.
Intanto anche Gwendolen, ancora invaghita e desiderosa di fidanzarsi con Ernest raggiunge la casa di campagna di Jack, dove incontra Cecily. Dopo qualche battuta le donne scoprono di essere fidanzate con quello che credono essere lo stesso uomo, ovvero Ernest. Dopo aver chiesto spiegazioni ai rispettivi fidanzati e scoperta la verità, si ritirano indignate nella villa, per poi però perdonare entrambi.

Terzo atto - Il terzo atto si apre con l'arrivo di Lady Bracknell alla tenuta, intenzionata a richiamare la figlia fidanzata con Jack. Avendo inoltre saputo che il nipote Algernon è intenzionato a sposare Cecily, dopo un rifiuto iniziale, concede il permesso al nipote una volta venuta a conoscenza dell'ingente rendita della giovane (centotrentamila sterline l'anno), ereditata dal nonno. È Jack tuttavia a negare il consenso per le nozze, sperando con questo di strappare a Lady Bracknell l'autorizzazione per il proprio matrimonio con Gwendolen. Tuttavia la donna è irremovibile, e tutto sembra concludersi, quando Dr Chasuble nomina Miss Prism: a sentire quel nome, la zia Augusta chiede di vedere immediatamente l'istitutrice. Si viene a scoprire che essa era un tempo alle dipendenze di Lady Bracknell come bambinaia e che un giorno, uscita con il neonato a lei affidato, non era mai più tornata: la carrozzina era stata trovata vuota e Miss Prism e il piccolo erano scomparsi. La governante confessa che quel giorno era uscita con una grande borsa di cuoio e che, in un attimo di distrazione, aveva riposto il bambino nella borsa, per poi dimenticarla nel guardaroba di Victoria Station a Londra, Brighton Line. Jack si riconosce nel neonato dimenticato da Miss Prism nella borsa e scopre di essere in realtà fratello maggiore di Algernon.
Scoperta la parentela, Lady Bracknell autorizza le nozze tra Jack e Gwendolen, ma rimane ancora il problema del nome: tra l'altro Jack, non essendo mai stato a conoscenza delle sue origini, ha un nome che non è il suo. Dato che la zia Augusta dice che questi era stato chiamato come il suo defunto padre (un generale dell'esercito inglese), di cui né lei né Algernon ricordano il nome, Jack consulta gli elenchi militari scoprendo che il padre, e quindi anch'egli, si chiamava effettivamente Ernest.


lunedì 10 marzo 2014

"CONCERTO PER I PORTICI DI SAN LUCA" - 2012

- Concerto per i Portici di San Luca -


Teatro Guardassoni

Marzo 2012 BOLOGNA


SCILLA CRISTIANO
Barbara Cola
Iskra Menarini
Cristiano Cremonini
Giorgio Comaschi
Andrea Santonastaso
Maurizio Sciarretta
Giuseppe Fausto Modugno
Teo Ciavarella
Massimo Zanotti
Denis Biancucci
Nearco
Massimo Busuoli
Tiziana Quadrelli
Lorenzo Visci
Manuel Auteri
Federico Aicardi
Dario Turrini
Francesco Mei
Manuel Reitano
Luca Gallo
Placido Salamone
Gabriele Vaccargiu
Sabrina Gasparini
Alessio Creatura
Roberta Ropa
Bruno Bottiroli
Fabrizio Carollo
Arianna Balestrieri
Alessio Sansone

Direzione Artistica Cristiano Cremonini
Direzione Musicale Massimo Zanotti
CONCERTO PER SAN LUCA
Trenta artisti bolognesi uniti per il portico più lungo del mondo. A favore del restauro dell'Arco del Meloncello e della Cappella di S.Sofia. A cura del Lions Club Bologna Valli Lavino Samoggia e lions Club Bologna, con il Patrocinio della Chiesa di Bologna

















"RIGOLETTO" 2012/13

 - Rigoletto -

Rigoletto è un'opera in tre atti di Giuseppe Verdi su

libretto di Francesco Maria Piave, tratta dal dramma di

Victor Hugo Le Roi s'amuse ("Il re si diverte").


* Teatro Comunale di Ferrara

Marzo 2012

** Teatro "Comunale Mario Del Monaco" di Treviso

Novembre 2013

 

Gilda: SCILLA CRISTIANO
Rigoletto Giuseppe Altomare
Il Duca: *Gino Nitta - ** Valter Borin/Orfeo Zanetti 
Maddalena: Silvia Regazzo
Sparafucile: Abramo Rosalen
Monterone: Eugenio Leggiadri-Gallani
Marullo: * Gabriele Nani - ** Dario Giorgelè
Contessa di Ceprano: *Claudia Oddo - ** Lara Matteini
Conte di Ceprano: Paolo Bergo

Orchestra Regionale Filarmonia Veneta
Coro Lirico Amadeus, M° Christian Maggio
direttore M° Francesco Ommassini
regista: Patrizia Di Paolo
Dimensione Lirica / Mutina Eventi

Libretto

A distanza di 14 anni dall'ultima rappresentazione, torna sul palcoscenico del Teatro Comunale di Ferrara Rigoletto, una delle opere più celebri di Giuseppe Verdi. La regia di Patrizia Di Paolo si avvale di scenografie ispirate alla Mantova dei Gonzaga ed è caratterizzata da diversi quadri di Rubens, pittore di corte al servizio del Duca di Mantova Vincenzo I, che, proiettati in trasparenza sul tulle, conferiscono a ogni singola scena un diverso clima psicologico stabilendo delle corrispondenze simboliche tra colore e sentimento.

Scilla Cristiano con la rappresentazione avvenuta a novembre del 2013 al Comunale di Treviso ha interpretato Gilda per ben 150 volte nella sua carriera.
 
“Scilla Cristiano ha dato splendida voce a Gilda rendendo al personaggio dignità di donna forte, ingenua ma decisa, consapevole delle proprie scelte [...] Gilda è ingenua ma non sciocca e prende deliberatamente la sua decisione. Il giovane soprano bolognese dispone di una tecnica solida che le consente di veleggiare con sicurezza sia nel registro più acuto che nelle zone di passaggio con altrettanta tenuta nei gravi.” (Paolo Zoppi – Pramzanblog “Su il sipario”, Marzo 2012)

“Scilla Cristiano, Gilda, è suo il ruolo, le darà soddisfazioni. I caratteri più preziosi sono la bellezza della voce e la sicurezza con cui orna gli impasti espressivi (non scritti nelle note), oltre la messa di voce e il canto a fior di labbra.” (Athos Tromboni – La Nuova Ferrara, Marzo 2012)

“Applausi convinti invece per il soprano Scilla Cristiano (Gilda) una voce sapientemente controllata e di bel timbro, agilità non pirotecniche ma gestite con intelligenza e musicalità, il tutto unito ad un buon portamento scenico.” (Athos Tromboni – La Nuova Ferrara, Marzo 2012)


“Nel cast del Rigoletto tenutosi al Teatro Del Monaco di Treviso ha convinto la prova del soprano Scilla Cristiano che ha ben delineato una Gilda varia e immedesimata sotto l’aspetto interpretativo, dalla voce chiara, leggera e ben gestita.” ( Roberto Mori – L’Opera, Gennaio 2014)

“Alla fine del secondo atto il pubblico del teatro di Treviso, ha applaudito l’aria Sì, vendetta, tremenda vendetta, cantata da Rigoletto e da sua figlia Gilda (la soprano Scilla Cristiano) con così entusiasmo da portare i due cantanti a ricantare il duetto sul proscenio a sipario chiuso...la vibrante emozione della Cristiano ha emozionato e conquistato il pubblico.” ( Davide Parpinel – Il Titolo periodico di arte, cultura e spettacolo, Novembre 2013)

“Rigoletto a Treviso...meglio assai andava con la Gilda di Scilla Cristiano, voce non grandissima ma pur sempre commovente negli effetti chiaroscuro e nell’espressione.”

( Gilberto Mion – Teatro.org, Novembre 2013)




Scilla Cristiano e il M° Francesco Ommassini in una pausa al Teatro Comunale Del Monaco - Treviso
Gilda sconvolta dalle tre Grazie....







domenica 9 marzo 2014

"RIGOLETTO" 2007

- Rigoletto -



*Abbazia di San Galgano (SI)

giugno luglio agosto 2007

*Giardino di Boboli di Palazzo Pitti - Firenze

luglio 2007

*Villa Medicea di Cafaggiolo (FI)

luglio 2007


Gilda: SCILLA CRISTIANO
Il Duca: Giorgio Casciarri
Rigoletto Juan Possidente
Maddalena: Giorgia Bertagni
Sparafucile: Luciano Graziosi


Coro dell’Opera Festival
direttore M° Carlo Moreno Volpini
regista: Pierfrancesco Maestrini

Libretto

Sono sempre spettacoli d’eccezione quelli che il Festival Lirico della Toscana, giunto quest’anno (2007) alla settima edizione, offre al suo eterogeneo pubblico, una platea fatta di addetti ai lavori e di appassionati del melodramma che provengono ogni anno da tutto il mondo per assistere ad eventi accuratamenti scelti per gli straordinari spazi che Multipromo, organizzatore del festival, da sempre ama trasformare in incantevoli teatri a cielo aperto, creando spettacolari cornici che rendono questo festival davvero unico. Il Giardino di Boboli di Palazzo Pitti, l’Abbazia di San Galgano (SI), la Villa Medicea di Cafaggiolo (FI), sono le straordinarie sedi che quest’anno ospitano il prestigioso cartellone Operafestival.
Cast di di grande spessore, con cantanti di fama internazionale come il baritono Juan Possidente, nel ruolo del tragico protagonista e la giovane soprano SCLLA CRISTIANO che ci restituisce una Gilda dai toni freschissimi e sensuali. Il tenore fiorentino Giorgio Casciarri canterà nel ruolo del Duca di Mantova. La regia è di Pierfrancesco Maestrini.

“... Scilla Cristiano è una Gilda precisa, versatile nel canto e nella recitazione...”  (Roberto Del Nista - L’Opera, Settembre 2007)





giovedì 6 marzo 2014

"RIGOLETTO" 2013

- Rigoletto -

Teatro Consorziale di Budrio

Teatro Borgatti (Palaborgatti) di Cento

aprile 2013 Cento (FE); Budrio (BO)



Gilda: SCILLA CRISTIANO

Rigoletto: Sergio Bologna
 Il Duca: Giorgio Casciarri
Maddalena: Claudia Marchi
Marullo: Alberto Bianchi
Contessa di Ceprano: Nadia Pirazzini
Sparafucile: Carlo Tallone

Orchestra Città di Ferrara
Coro del Bicentenario Verdiano
Maestro del Coro Andrea Bianchi
direttore M° Aldo Salvagno
regista: Sergio Bologna

Scenografie: Sormani Cardaropoli

Coproduzione Fondazione Teatro “G. Borgatti” - Teatro Consorziale di Budrio - Ass. Amici per la Musica

Libretto


Il 2013 è l’anno del bicentenario della nascita di due importanti musicisti che nell’ottocento si sono contesi la scena teatrale internazionale creando addirittura due fazioni: Richard Wagner e Giuseppe Verdi.
Il 23 aprile al Palaborgatti va in scena la vicenda del buffone Rigoletto, intenso dramma di passione, tradimento, amore filiale e vendetta.
A quasi un anno dal terremoto che ha reso inagibile il Teatro Borgatti di Cento, si rappresenta la terza opera della trilogia popolare prodotta dal Teatro centese in collaborazione con il Teatro Consorziale di Budrio e l’Associazione amici per la musica di Torino. Un allestimento di impronta tradizionale con la regia di Sergio Bologna, le scene Roberto Punziche, l'Orchestra Città di Ferrara diretta da Aldo Salvagno





"RIGOLETTO" - 2013

- Rigoletto -

Teatro Cantero

febbraio 2013 Chiavari


Rigoletto: Marzio Giossi
Gilda: SCILLA CRISTIANO
Il Duca: Giorgio Casciarri
Maddalena: Sabina Azadova
Marullo: Claudio Ottino
Sparafucile: Carlo Tallone

Nuova Orchestra Sinfonica Chiavarese

direttore: M° Valerio Galli
regista: Andrea Elena

scenografie: Sormani Cardaropoli
Associazione Ritorno all'Opera

LIBRETTO

Il Bicentenario di Giuseppe Verdi che cade per l’appunto nel 2013, è stato inaugurato venerdì 22 febbraio al Teatro Cantero con un allestimento degno dei grandi teatri. La serata ha messo in luce il percorso di alta qualità e professionalità che l’Associazione Ritorno all’Opera sta compiendo sin dagli esordi, grazie all’impegno del suo Presidente Ivan Marino e alla collaborazione con la direzione del Teatro Cantero rappresentata da Pier Enrico Dall’Orso.
Il pubblico ha applaudito con grande coinvolgimento un cast di tutto rilievo, a cominciare dal Rigoletto di Marzio Giossi che ha delineato elegantemente un buffone padre in tutta la fragilità e contraddittorietà del personaggio confermando di essere uno dei Rigoletti più interessanti del momento. La Gilda di SCILLA CRISTIANO ha messo in luce la fanciullezza  e l’innocenza della protagonista con una voce sognante e morbida, lasciando scorgere quelli che sono i diversi stati emotivi della ragazza. Il Duca di Mantova di Giorgio Casciarri ha sfoggiato una vocalità piena e sicura, accompagnato dalla bellezza timbrica che lo contraddistingue.
Alla direzione Valerio Galli: il suo gesto chiaro, morbido e incisivo ha condotto la "Nuova orchestra chiavarese" a trasmettere tutte le sfumature di cui è ricca la partitura verdiana.


Prove Musicali all'Accademia Musicale di Chiavari con Scilla Cristiano, Valerio Galli, Marzio Giossi, Carlo Tallone, al piano Francesco Barbagelata


La regia di Andrea Elena ha curato nel dettaglio le relazioni psicologiche tra i personaggi,  trovando spunti originali e  visivamente d’impatto, sempre restando fedele allo spartito.
Bravo anche il coro "Schola cantorum Labronica" diretto da Maurizio Preziosi, le luci di Gianfranco Ferrari, e tutti gli altri interpreti: Sparafucile di Carlo Tallone, Maddalena di Sabina Asadova, Marullo di Claudio Ottino, il Conte di Monterone di Valerio Garzo, il Conte di Ceprano e l’usciere di corte di Davide Mura, Contessa di Ceprano di Federica  Vitali, Giovanna di Noema Erba, Matteo Borsa di Raffaele Feo e il paggio di Melissa Briozzo.

 “La Gilda di Scilla Cristiano ha messo in luce la fanciullezza  e l’innocenza della protagonista con una voce sognante e morbida, lasciando scorgere quelli che sono i diversi stati emotivi della ragazza”  ( Levante News, Febbraio 2013)
 




"CLASSIC & JAZZ" - 2012

- Classic & Jazz -



Grande Concerto al Teatro 1763 di Villa Aldrovandi - Mazzacorati



ottobre 2012 Bologna



Soprano: SCILLA CRISTIANO
Pianoforte classico: Claudia D'ippolito

Pianoforte jazz: Emiliano Pintori
 Tromba classica: Matteo De Angelis
Tromba Jazz: Diego Frabetti

Direzione artistica: Alessandro Busi



 
Il 2 ottobre è andato in scena il gran concerto Classic & Jazz al teatro "1763 villa Aldrovandi-Mazzacorati", ad esibirsi: Matteo De Angelis e Diego Frabetti (tromba), SCILLA CRISTIANO (Soprano), Claudia D'ippolito ed Emiliano Pintori (Pianoforte), il Concerto classic & Jazz ha riscosso un forte successo di pubblico e critica, il piccolo Teatro barocco, dall'acustica eccezionale, stracolmo di pubblico ha fatto da cornice all'evento.














"CONCERTO DI NATALE" - 2013

- Concerto di Natale 15° Edizione -


Palazzetto dello Sport Villa Romiti FORLI


dicembre 2013 Forli


Pianoforte: Amedeo Salvato
Soprano: SCILLA CRISTIANO
Tenore: Francesco Malapena
Baritono: Juan Possidente

I Solisti del San Carlo;
violino: Mariana Muresanu
violino: Giuseppe Navelli
viola : Filippo  Dell’arciprete
violoncello : Ilie Ionescu


Il Concerto di Natale, (giunto alla 15° edizione) presso il Palazzetto dello sport di Villa Romiti, è stato organizzato dalla Parrocchia di S. Maria del Voto e dell’Oratorio San Filippo Neri, e coordinato da Nadia Fornasari e Valter Valmori (“Non avremmo mai pensato - ricorda Valmori – di arrivare a questi livelli di qualità e pubblico. Nel 1999, quando allestimmo il primo concerto nel teatrino parrocchiale, in via Firenze, accorsero cinquanta persone“), gli oltre 1200 spettatori entusiasti della performance degli artisti hanno altresì contribuito alla raccolta fondi da destinare in beneficenza, sono stati eseguiti brani di Verdi, Rossini, Mozart, Lehar.



mercoledì 5 marzo 2014

“PUCCINI...RITRATTI DA CAMERA” 2013

- Puccini Ritratti da Camera -


spettacolo di Alessandro Tampieri

anteprima nazionale, nelle celebrazioni per i 250 anni del Teatro 1763


”Teatro 1763" Villa Aldrovandi Mazzacorati BOLOGNA

settembre 2013


soprano: SCILLA CRISTIANO
tenore: V. Reutov
Attore: A. Tampieri
Pianoforte: M° R. NemoIa

regia A. Tampieri

introduce Prof. Piero Mioli
ospite d'onore il soprano Wilma Vernocchi


Drammaturgia musicale di e con Alessandro Tampieri e la partecipazione di Scilla Cristiano (soprano), Vladimir Reutov (tenore), Renata NemoIa (pianoforte). Regia di Alessandro Tampieri. Rassegna "I maestri dell’Opera". Domenica 29 settembre 2013,”Teatro 1763” di Villa Aldrovandi Mazzacorati, Bologna – Nel quadro delle celebrazioni per i 250 anni del Teatro. A cura dell’Associazione Cultura e Arte del ‘700.

“Non ho un amico/mi sento solo,/anche la musica/triste mi fa./Quando la morte/verrà a trovarmi/sarò felice/di riposarmi./Oh com’è dura/la vita mia!/Eppur a molti/sembro felice./Ma i miei successi?/Passano...e resta/ben poca cosa./Son cose effimere:/la vita corre/va verso il baratro./Chi vive giovane/si gode il mondo,/ma chi s’accorge/di tutto questo?/Passa veloce/la giovinezza/e l’occhio scruta/l’eternità”.
( versi di Giacomo Puccini, 3 marzo 1923, ritrovati dopo la sua morte; cit. in Rodoni)

La giovinezza non ha che una stagione, quella della sua stessa esistenza, che trascolora e-irrimediabilmente passata-vive nel ricordo struggente. Così sembra dire Puccini ed è un diffuso pensiero culturale ma pure e fors’anche più interiore, nel crepuscolo di un ottimistico e fiducioso XIX secolo e nel passaggio ad altro, che si rivelerà essere ben presto la fine di molte illusioni di progresso e felicità.
Ma l’arte può riscattare e tende per sua stessa natura verso l’infinito, recupera, risana e addirittura giustifica il dolore. Ecco allora che l’inquietudine di una vita è addolcita nel fare poetico. Per tutta la sua esistenza, il musicista lucchese segnò i propri giorni terreni con una magnifica oscillazione di sentimenti, chiaroscuri più tendenti-al vero-per quelle brume lacustri che tanto lo attiravano, in una terra-quella toscana-che, a ben guardarla, allora come oggi, è davvero tutta “pucciniana”: sinuosità collinari, tramonti fiammeggianti, silenzi rotti da rumori naturali. E basterà osservare queste linee e colori di un paesaggio tanto particolare, per udire-inevitabile-la melanconica e femminea melodia del Nostro.
Artista di prima grandezza saldamente considerato ormai come l’ultimo celebrato ed amato operista di una secolare tradizione nel genere, è oggi egli molto vicino alla nostra sensibilità e gusto, anche da un punto di vista strettamente musicale, se ci si sofferma a considerare l’accuratezza compositiva dei suoi melodrammi.
Non minore è l’interesse, l’importanza e fattore caratteristico, la di lui inclinazione costante all’esclusività per il “teatro”, quale crogiuolo di sentimenti, sulle tavole e nella polvere della scena, oltre al sipario che s’alza e poi cala, fragile barriera tra la realtà del pubblico ed il sogno dell’attore.


E poi l’uomo: con le sue paure, i suoi desideri, le sue incertezze, i vizi e i vezzi, come ogni mortale.

In questi materiali di vita ed arte, che caratterizzano la figura di Giacomo Puccini, su questi e con essi, si dipana per meno di un’ora la lieve drammaturgia musicale che Alessandro Tampieri ha costruito, minuziosamente attingendo alla biografia del musicista con occhio attento alla critica esistente su di lui.
Ne esce una serie di brevi ma intensi quadretti cameristici, ove non il “vero” Puccini ma una sorta di alter-ego narrante, rileva i momenti e i passaggi della sua esistenza, muovendosi tra luci ed ombre, suoni e melodie, silenzi, oscurità, a sfogliare vecchie fotografie in seppia.
Non a caso le musiche pucciniane scelte per l’intero arco dello spettacolo non attingono-con felice intuito-al repertorio operistico del musicista, ma alle arie-romanze da camera che sono, di fatto, rinvii alla vita tanto dell’uomo quanto dell’artista Puccini, ed anche e però alla produzione maggiore, quella, si intende, delle grandi creazioni liriche.
Un breve, sintetico, ma al tempo stesso completo viaggio nell’universo del Maestro, ove non manca né la nostalgia, né il racconto divertito e costanti sono la precisione e il nitore esplicativo.
Hanno felicemente condotto l’autore, interprete principale e regista quali artefici del racconto, Renata NemoIa, per la parte pianistica affettuosamente intrecciata con puntualità nell’eloquio di scena e i cantanti Vladimir Reutov, vocalmente limpido e generoso e soprattutto Scilla Cristiano, che unisce una lucente voce ad una fine tecnica e sicura musicalità.
Presentato nel quadro delle celebrazioni per i 250 anni del “Teatro 1763” della Villa Aldrovandi Mazzacorati di Bologna, un delizioso teatro coevo al Comunale, dall’Associazione Cultura ed Arte del ‘700, lo spettacolo (nell’attesa di una circuitazione sul territorio nazionale ed oltre), si è in questa prima circostanza, avvalso di una puntuale introduzione di Piero Mioli, musicologo e docente al Conservatorio “Martini” di Bologna, ed ha contato pure sulla presenza del soprano Wilma Vernocchi, conosciuta interprete pucciniana, che ha ricordato momenti della sua carriera proprio come cantante di opere del musicista lucchese.
Successo pieno e cordiale.
C, 2013, Antonio Gian Paolo Garganese

Trailer Puccini ritratti da Camera:
 
 

GUARDA IL VIDEO AMATORIALE SU YOUTUBE CON ALTRI MOMENTI
DI "Puccini Ritratti da Camera"


"CHOPIN E L'OPERA LIRICA ITALIANA" - 2014

- Chopin e l’opera lirica italiana -



Salone d’Onore del Circolo Ufficiali dell’Esercito

c/o Palazzo Grassi



Febbraio 2014 BOLOGNA


Pianoforte: Leone Magiera
Soprano: SCILLA CRISTIANO
Baritono: Marzio Giossi



Il programma, insolito e originale, presenta tre artisti di grande prestigio: Leone Magiera, grande maestro di fama internazionale, profondo conoscitore e interprete del repertorio pianistico chopiniano, il soprano bolognese Scilla Cristiano e il baritono bergamasco Marzio Giossi.
Nella parte introduttiva Leone Magiera racconterà aneddoti inediti e illustrerà, con esempi musicali, le profonde relazioni e le corrispondenze tra le opere del compositore polacco, grande ammiratore dell’opera italiana, e quelle di Bellini, Donizetti e Verdi.




Programma della serata.
Fryderyk Chopin (1810 - 1849)
Opera 28 - Preludio n.15
Opera 23 - Ballata n.1
Opera 31 - Scherzo n.2

-Giuseppe Verdi (1813 - 1901)
Nabucco “Dio di Giuda”, aria di Nabucco
-Vincenzo Bellini (1801 - 1835)
La Sonnambula “Come per me sereno”, aria di Amina
-Giuseppe Verdi (1813 - 1901)
Rigoletto “Cortigiani, vil razza dannata”, aria di Rigoletto
-Gaetano Donizetti (1797 - 1848)
Linda di Chamounix “O luce di quest’anima”, aria di Linda
-Giuseppe Verdi (1813 - 1901)
Rigoletto “Parla, siam soli”, duetto Gilda - Rigoletto

bis del Soprano Scilla Cristiano, accompagnata dal M° Leone Magiera,
- G. Puccini  "La Bohème"
 "Quando m'en vo"










martedì 4 marzo 2014

"CARMEN" 2007

- Carmen -

Opèra-Comique in quattro atti di Henry Meilhac e Ludovic Halèvy

Musiche di Georges Bizet

Esecuzione in lingua Originale


Teatro "G.Magnani" di Fidenza  (PR)

Teatro Municipale di Carpi (MO)

Aprile 2007




Don Josè: Giorgio Casciarri
Escamillo: Domenico Balzani
Zuniga: Massimiliano Galli
Carmen: Renata Lamanda
Micaela: Serena Daolio
Moralès: Riccardo Di Stefano
Mercédès Cristina Melis
Frasquita: SCILLA CRISTIANO
Le Dancairo: Nicola Sette
Remendado: Maurizio Leoni

Nuova Produzione del G.P.M Tullio Marchetti
Orchestra Filarmonica del Teatro Magnani

Coro Renata Tebaldi, Coro di voci bianche "Ars Canto"

Maestro Concertatore e direttore d'orchestra Giuseppe Finzi

Regia Vincenzo Grisostomi Travaglini

Maestro del Coro Sebastiano Rolli
Atto I - Spagna. Il caporale Moralès cerca di attaccare discorso con Micaela, che sta cercando Don José, ma l'azione vera e propria inizia con una marcia che annuncia il cambio della guardia: alcuni bambini imitano le mosse dei soldati. Il caporale José dice al tenente Zuniga che, per quanto graziose siano le sigaraie della fabbrica, egli non ha occhi che per Micaela, sua sorella adottiva. Suona una campana: la folla di uomini anticipa l'arrivo delle operaie, che escono. L'elettricità della musica segnala l'uscita della zingara Carmen, bella sigaraia sospettata di contrabbando che diventa centro dell'attenzione generale. Canta una torbida Habanera (L'amour est un oiseau rebelle, È l'amore uno strano augello). Una citazione del motivo del fato la porta faccia a faccia con Don José, che non pare notarla. Carmen gli lancia un fiore e corre in fabbrica, lasciandolo a raccoglierlo proprio mentre torna Micaela; quest'ultima porta a José soldi e notizie di sua madre (Parle-moi de ma mère, Ah! Mi parla di lei) e assieme cantano un duetto ricco di incanto ma povero di passione. Urla dalla fabbrica. Qualcuno è stato accoltellato: da Carmen, si grida da una parte. Zuniga cerca di capire cosa sia successo, quindi invia José all'interno, che ne esce portando con sé Carmen; Zuniga ne dispone l'arresto. Rinchiusa in cella e legata, Carmen esorta José a lasciarla andare, perché, dice, egli è innamorato di lei (Près des remparts de Séville, Presso il bastion di Siviglia). José è indotto ad allentare i nodi e permette che la zingara si liberi dandogli una spinta e correndo via, aiutata dalla folla che trattiene i soldati.

Atto II - Siamo nell'osteria di Lillas Pastia, è trascorso un mese. Lì Carmen danza e canta con le amiche Mercedes e Frasquita (SCILLA CRISTIANO)(Les tringles des sistres tintaient, All'udir del sistro il suon). Entra Zuniga, che cerca di sedurre Carmen, ma viene interrotto dall'arrivo del torero Escamillo (Votre toast, je peux vous le rendre, Con voi ber, affé, mi fia caro). Anche il torero si fa sedurre da Carmen, che però lo respinge. Confidandosi con le amiche, Carmen confessa di essere innamorata di Don José, che arriva subito dopo, appena rilasciato dalla prigione dove era stato portato per averla aiutata a fuggire. Lì Josè le confessa il suo amore (La fleur que tu m'avais jetée, Il fior che avevi a me tu dato), ma vengono interrotti da Zuniga, che esorta il giovane a tornare nell'esercito. Josè si ribella e si prepara al duello ma Carmen chiama in aiuto i contrabbandieri che li separano. Capendo che non può fare altro, José si unisce a Carmen e ai fuorilegge fuggendo dall'osteria (Là-bas dans la montagne, Vieni lassù sulla montagna).






Atto III - L'atto terzo si apre sulle montagne dove si trova il covo dei contrabbandieri. Carmen e José ormai litigano frequentemente e la loro relazione è agli sgoccioli. Le carte predicono a Carmen una morte vicina e a Josè lo stesso destino, poco dopo lei. Subito dopo, non vista, entra Micaela alla ricerca di don José. Arriva anche Escamillo e José, geloso del rivale, lo sfida a duello ma vengono divisi da Carmen che ormai è conquistata dal torero. Micaela viene trovata nascosta tra le rocce e annuncia a José che la madre è in punto di morte: egli la segue, ma giura vendetta a Carmen (Ah! Je te tiens, fille damnée, Mia tu sei alma dannata).

Atto IV - Plaza de toros a Siviglia, è il giorno della corrida e la folla attende Escamillo che entra trionfante nell'arena. Carmen è ormai di Escamillo e non si cura degli avvertimenti di Mercedes e Frasquita: Don José è nei paraggi. Ignorando i consigli delle amiche, Carmen lo incontra e José supplica Carmen di tornare con lui. Agli sprezzanti rifiuti di lei, José la minaccia ma lei gli getta addosso l'anello che le aveva donato mesi prima (C'est toi? C'est moi!, Sei tu? Son io!). Mentre la folla applaude Escamillo vittorioso, accecato dall'ira, José uccide Carmen con una pugnalata e si consegna ai gendarmi.
- Pubblico entusiasta, per la prima dell'opéra-comique di Bizet, una produzione del Comune di Fidenza e del Gruppo Tullio Marchetti. E' stato un trionfo ieri sera il debutto, al Teatro Magnani, della Carmen di Bizet, una produzione del Comune di Fidenza e del Gruppo di promozione musicale Tullio Marchetti. La grande attesa che si era creata in città per la rappresentazione non è stata quindi delusa: l'opera si è rivelata un successo che ha premiato il valore storico, culturale e artistico dell'evento.
Il successo ha infatti coronato la prima rappresentazione storica sul palco fidentino dell'opéra-comique in quattro atti di Bizet, mai rappresentata al Magnani.
L'entusiasmo del pubblico ha premiato la scelta coraggiosa di riproporre Carmen in edizione critica, con un ritorno alla concezione originaria dell'opera, creata per un piccolo palcoscenico. Ripulito dai fronzoli e dagli eccessi con i quali la tradizione l'ha trasformata in una grande opera lussureggiante e stereotipata, l'allestimento fidentino è risultato intimo, più umano e altamente lirico. 
Eccellente la performance dei cantanti, applauditi a scena aperta dal pubblico.
Nel concertato di fine secondo atto, gli acuti luminosi e ben timbrati della SCILLA CRISTIANO spiccano sul quintetto

L'Orchestra filarmonica del Teatro Magnani e i cori Renata Tebaldi e Ars Canto sono stati magistralmente diretti dal maestro Giuseppe Finzi.
La regia di Vincenzo Grisostomi Travaglino così come le scenografie e i costumi di Artemio Cabassi hanno dimostrato come si possa realizzare un allestimento suggestivo e di qualità anche in un piccolo teatro, fedeli al principio che il buon teatro nasce dalla passione e dalla volontà, senza la necessità imperante di investimenti faraonici.



 
 


mercoledì 26 febbraio 2014

"REQUIEM d-mollKV626" 2012

- Requiem d-mollKV626 -

di Wolfgang Amadeus Mozart



Giugno 2012     

* Academic Glinka Capella di San Pietroburgo  Russia

* Basilica di Santa Maria Assunta Cividale del Friuli (UD)

Novembre 2012 

* Duomo di San Marco Pordenone

Dicembre 2012 

* Cappella della B.V. di Lourdes di Paularo (UD)

* Basilica Beata Vergine delle Grazie - Udine


Interpreti:

Soprano: SCILLA CRISTIANO
Mezzosoprano: M. Magoga
Tenore: A. Cortello/C. Zinutti
Basso: A. Nossikoff/L. Gallo

Orchestra State Capella Simphony Hall (San Pietroburgo)
Coro: "Primo Coro Russo San Pietroburgo"

Coro "Egidio Fant"
Orchestra "Amadeus" del Friuli Venezia Giulia

Direzione M°
F. Turissini


 






















La Messa di Requiem in Re minore K 626 è l'ultima composizione di Wolfgang Amadeus Mozart. Rimasta incompiuta per la morte dell'autore, avvenuta il 5 dicembre 1791, fu completata successivamente da Franz Xaver Süssmayr.